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L'istmo
tra la baia delle Favole e la baia del Silenzio forma uno dei paesaggi più
belli della Liguria, ed è il punto di origine dell'antica Segesta
Tigulliorum, centro di primaria importanza per la Riviera di Levante.
Molti i pregi naturali del sito: la facilità di approdo, la posizione al
termine di una vasta pianura alluvionale e all'inizio di importanti vie di
comunicazione con l'entroterra. Da Sestri si raggiungono facilmente i
valichi del Bracco (613 m) e del colle di Velva (545 m). L'"Isola"
tra le due baie un tempo era isola davvero: l'istmo si formò per
l'accumulo dei detriti del torrente Gromolo. Qui sorse il primo nucleo
abitato e si trovano la chiesa di San Nicolò del XII secolo e i resti
della fortificazione eretta dai genovesi, inglobati dal 1925
nell'eclettico castello Gualino, oggi albergo: da uno dei suoi torrioni
Guglielmo Marconi condusse importanti esperimenti. Altri grandi alberghi
hanno sede in dimore storiche, come le grandi ville con parco presenti sia
nel borgo sia sulle alture. Villa Negrotto Cambiaso è ora un centro
congressi, mentre villa Durazzo Pallavicino è la sede del municipio; la
sontuosa villa Balbi è albergo dal 1947. Alla grandiosità del borgo
contribuisce anche, con il suo pronao neoclassico, la basilica di Santa
Maria di Nazareth, del XVIII secolo: all'interno una pregevole tela di
Domenico Fiasella. Antonio Maria Maragliano ha realizzato invece il gruppo
ligneo sul martirio di Santa Caterina d'Alessandria nella chiesa di San
Pietro in Vincoli. Di notevole interesse la collezione privata di disegni
e stampe della Galleria Rizzi. Meritano un'escursione punta Manara, punta
Baffe e monte Castello, al centro di una macchia mediterranea, la frazione
di Santa Vittoria di Libiola con le antiche miniere di ferro,
l'antichissima pieve di Santo Stefano al Ponte: itinerari molto panoramici
e adatti anche alla mountain bike. Nei pressi delle gallerie per Moneglia
c'è una palestra di roccia. Sono nati a Sestri Levante il poeta Giovanni
Descalzo e il critico e saggista Carlo Bo. La baia delle Favole fu
chiamata così da Hans Christian Andersen: a lui Sestri dedica un premio
letterario sulla letteratura per l'infanzia.
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