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AREA:
5 sq km.
POPULATION:
348 HEIGHT
FROM SEA LEVEL (m): 500 WEB
SITE:
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Seborga
è nota per la stravaganza del suo "Principe" Giorgio I,
proclamato sovrano dagli abitanti nel 1963: un titolo che, pur non essendo
riconosciuto dalla Repubblica Italiana, vanta una storia antica e illustre.
Seborga fu feudo dei conti di Ventimiglia che nel 954 cedettero ai monaci
benedettini di Lerino il castello, la chiesa di San Michele e buona parte
del territorio circostante. Il Principato di Seborga fu creato dal Sacro
Romano impero nel 1079 e restò l'unico stato sovrano retto dai
cistercensi fino al 1729, anno in cui fu acquistato dai Savoia. Non fece
mai parte della Repubblica di Genova né del Regno di Sardegna, e godette
del diritto di "nullius diocesis" dal congresso di Vienna (1815)
fino al 1946. Secondo alcuni gli abati si fregiavano del titolo di "Principi"
senza alcun diritto per farlo; altri, come gli storici inglesi, sono
concordi nel definire Seborga la prima monarchia costituzionale della
storia. E' comunque innegabile la bellezza del borgo, situato sul colle
che divide la vallata di Vallebona e Borghetto San Nicolò da quella del
rio Sasso, circondato da colline coltivate a fiori, vigneti e uliveti. Il
panorama spazia fino a Mentone e Marsiglia. Prima di visitare il
principato bisogna ricordarsi di passare dal cambio, per convertire le
lire in luigini, moneta corrente di Seborga, pari a 6 dollari USA. La
visita comincerà dalla parrocchia di San Martino, al cui interno sono
conservati una statua lignea seicentesca di origine spagnola e un calice
d'argento cesellato. Si può proseguire con la chiesa in pietra di San
Bernardo, patrono del borgo, del XII e XIII secolo. Si consiglia una
passeggiata per le colline durante la fioritura delle mimose (famosa la
varietà seborghina) e delle ginestre, esportate in tutto il mondo. Il
percorso, adatto anche alla mountain bike, prosegue fino al passo del
Bandito.
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