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La
terra dei conti Fieschi era un antico borgo costiero adagiato nella piana
alluvionale a sinistra dell'Entella, tra il litorale sabbioso e la collina
coltivata a ulivi. Con Chiavari, che assorbì la fiera contea di Lavagna
nel XIV secolo, l'abitato forma oggi una conurbazione. La marineria,
l'agricoltura e la lavorazione dell'ardesia, da sempre le attività
principali sulla riva dell'Entella, sono state superate nell'ultimo secolo
dal turismo. Il nucleo medievale si è sviluppato in modo atipico,
allungando il percorso che, passando dalla porticata via Nuova Italia
(1835), porta all'entroterra. Dal portale medievale di piazza Santa
Caterina Fieschi Adorno, che chiude a nord il borgo, ha inizio la strada
per San Salvatore. Nella Chiesa di Santo Stefano, sede pievana del X
secolo sapientemente ricostruita nel 1653 con l'aggiunta della scalinata
barocca e dei campanili asimmetrici che si proiettano sul sagrato in
pietra, è appesa una Crocifissione di Domenico Piola. I monumenti civili
e religiosi nel centro storico sono a volte imponenti, come il seicentesco
palazzo Franzone, sede comunale, a volte impreziositi da particolari di
valore storico e architettonico, come il quattrocentesco portale in
ardesia dell'oratorio della Santissima Trinità. Da viale Mazzini una
strada panoramica porta alla chiesa di Santa Giulia di Centaura (1654),
aperta alla vista sul golfo da Sestri Levante a Portofino. Il 14 agosto
Lavagna si riveste del suo antico splendore, quando danze e musiche
antiche, giochi d'arma e di bandiera rievocano la corte dei conti di
Lavagna: è il tradizionale appuntamento con la "Torta dei Fieschi".
Secondo la leggenda nel 1230, per festeggiare le nozze tra Opizzo Fiesco e
una nobildonna senese, fu donata alla popolazione un'enorme torta. Dopo
sette secoli il dolce gigante, la cui ricetta è gelosamente custodita dai
pasticceri lavagnesi, viene offerto a chi, munito di biglietto, trova
nella grande folla l'anima gemella che possiede il biglietto abbinato.
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